Perché in Italia i mutui per le famiglie costano di più: le cause dell’aumento degli interessi

Perché in Italia i mutui per le famiglie costano di più: le cause dell’aumento degli interessi

Matteo Casini

Dicembre 20, 2025

In tante città italiane, sempre più famiglie si trovano davanti a una sfida in crescita: il costo del mutuo per comprare casa continua a salire, nonostante i tassi della Banca Centrale Europea rimangano stabili. Da qualche mese, il Taeg — quell’indicatore che quantifica il costo totale del finanziamento — è salito, condizionando chi vuole entrare nel mercato immobiliare. Un intreccio di scelte finanziarie complesse e cambiamenti nelle politiche bancarie spiegano questo aumento.

Perché il Taeg cresce anche senza variazioni nei tassi BCE

Non è esattamente così semplice: il tasso base della Banca Centrale Europea non racconta tutta la storia del mutuo. Il Taeg include altri elementi, come le commissioni, le polizze assicurative che ormai sono una prassi, e lo spread, aggiunto dalle banche in base al mercato e al rischio percepito. Quando le banche trovano più costoso procurarsi denaro – magari per l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato o per oneri maggiori nel raccogliere fondi – questi costi, ecco, li rifilano ai clienti.

Perché in Italia i mutui per le famiglie costano di più: le cause dell’aumento degli interessi
Una casa in miniatura e pile di monete rappresentano i costi dei mutui in aumento, che pesano sulle famiglie italiane. – immobiliarezetabi.it

Un dettaglio poco noto: spesso, le banche non si limitano a usare i depositi dei propri clienti per finanziare i mutui. Devono cercare fondi sui mercati interbancari o emettere propri strumenti finanziari. Questi mercati sono molto volatili e cambiano rapidamente. Quindi, anche senza variazioni ufficiali dei tassi BCE, il costo di funding può aumentare — e con esso il prezzo del mutuo. Ancora, regole più severe e una valutazione del rischio più cauta spingono le banche a modificare le loro offerte, aumentando le commissioni o chiedendo garanzie più stringenti.

Così, troviamo un mercato sempre più complesso: il Taeg cresce non solo per via dei tassi di interesse, ma per il mix di costi e rischi che determina il prezzo finale per chi vuole un mutuo. Lo dicono gli esperti del settore e, dai commenti raccolti nelle filiali delle banche, lo percepiscono anche i clienti ogni singolo giorno.

Le conseguenze per le famiglie e il mercato immobiliare

Per una famiglia italiana, vedere il Taeg salire significa pagare rate più salate ogni mese, un dettaglio non da poco che influenza parecchio le scelte abitative. C’è chi prova a limitare il peso con mutui a tasso variabile o allungando la durata del prestito: strategie che però hanno lati oscuri, come rischi maggiori o costi che si accumulano nel tempo. Altri, più prudenti, decidono di rimandare l’acquisto, aspettando il momento giusto per impegnarsi in un finanziamento così pesante.

Le banche, da parte loro, hanno cominciato a cambiare le strategie. Le proposte che arrivano oggi puntano su prodotti a tasso fisso, con condizioni molto precise — spesso costi iniziali più alti ma una migliore prevedibilità. Questa trasformazione incide direttamente sulla domanda di mutui, e di riflesso sul mercato immobiliare. Dalle parti di Milano, per esempio, un aumento anche di un solo punto percentuale nel Taeg può voler dire decine di euro in più ogni mese, rendendo meno accessibile la casa per molte famiglie.

Il risultato è un calo nelle compravendite, più attenzione a garanzie solide e un processo di valutazione del rischio più meticoloso (sia da parte delle banche, sia dei clienti). Chi segue il mercato immobiliare in diverse zone d’Italia si accorge subito di come queste dinamiche stiano cambiando abitudini e frenando la mobilità abitativa. Insomma, la vera variabile che muove il costo dei mutui non è solo il tasso BCE, ma una combinazione di spread, costi di funding e politiche commerciali più rigide.

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