Le origini delle tradizioni portafortuna per celebrare l’inizio dell’anno con prosperità e gioia

Le origini delle tradizioni portafortuna per celebrare l’inizio dell’anno con prosperità e gioia

Matteo Casini

Dicembre 24, 2025

La notte che separa il 31 dicembre dal 1° gennaio è, per molti italiani, un momento carico di significati profondi. Non si tratta solo di un cambio di data sul calendario, ma di un vero passaggio intriso di tradizioni e gesti che affondano le radici nella cultura nostrana. Ogni azione, dai brindisi agli abiti scelti, cela simboli e speranze: fortuna, prosperità e serenità per l’anno che arriva. Accogliere il nuovo anno, insomma, riflette spesso un rapporto particolare con l’anno appena concluso e con quello che verrà, trasformando abitudini semplici in veri e propri rituali carichi di senso. Vale la pena ricordare la differenza netta tra la “notte di San Silvestro” del 31 dicembre e il “Capodanno” del primo gennaio, termine che segna ufficialmente l’inizio del calendario. Non è un dettaglio da poco, perché aiuta a capire meglio perché certe tradizioni si collocano dove si collocano.

Baci, colori e brindisi: il valore nascosto delle abitudini di San Silvestro

Il bacio sotto il vischio, pianta intrisa di simboli che risalgono fino alle antiche civiltà greche, è tra le usanze più amate per attirare fortuna e amore. Curioso notare che il vischio non indica solo fertilità, ma da sempre è legato anche alla pace e alla riconciliazione tra persone.

Le origini delle tradizioni portafortuna per celebrare l’inizio dell’anno con prosperità e gioia
Atmosfera invernale con abete sfavillante di luci e cristalli di ghiaccio, evocando la magia delle feste natalizie e del Capodanno. – immobiliarezetabi.it

Oggi, questa pratica continua a essere molto diffusa in Italia, affiancandosi a quella che vede nell’agrifoglio un amuleto capace di richiamare energie positive. Il colore rosso, spesso scelto per il Capodanno – che si tratti di biancheria intima o di un accessorio – gioca un ruolo centrale: attira passione e prosperità. Le sue radici? Risalgono all’epoca romana, quando il rosso simboleggiava potere, salute e fertilità. E poi c’è la tradizione di indossare qualcosa di nuovo, un’altra cosa che porta con sé sapere – vecchio e regalato, un mix denso di significati legati a continuità e rinnovamento. Non si può dimenticare il brindisi, spesso accompagnato da rituali curiosi, come immergere nel bicchiere di spumante un anello d’oro per attirare la ricchezza. Chi non beve alcolici spesso tende a mordere l’anello, con la raccomandazione di fare attenzione a non ingoiarlo – particolare che non mancherà di strappare un sorriso a qualche spettatore. Sono gesti semplici, eppure raccontano molto delle speranze con cui si entra nel nuovo anno.

Riti, simboli e comportamenti per chiudere con il passato e aprirsi al futuro

Fuochi d’artificio e botti: elemento immancabile di ogni Capodanno, con un’origine lontana che riporta alla Cina dell’VIII secolo, quando il loro fragore serviva per scacciare spiriti maligni. Oggi, più che altro, rappresentano un momento di festa collettiva – anche se non mancano critiche per l’impatto su animali e ambiente. In tempi più recenti, era ancora diffusa – e rischiosa – la tradizione di buttare oggetti vecchi dalle finestre, un modo simbolico per disfarsi del passato e fare spazio al nuovo. Al posto di pratiche pericolose, parecchi preferiscono ora approcci più pacati: la pulizia energetica degli ambienti di casa, per esempio. Bruciare incenso o riorganizzare mobili e spazi ha lo scopo di cambiare atmosfera, lasciandosi alle spalle fardelli inutili. Dettaglio non da poco: pratiche del genere non sempre sono fattibili nelle città, dove lo spazio scarseggia. Un rito con radici nella tradizione russa, diventato popolare da qualche anno, prevede di scrivere un desiderio su un foglio che si brucia nella notte. Le ceneri finiscono in un bicchiere di vino o spumante e sono bevute subito dopo, perché questo – si dice – aiuta a interiorizzare il messaggio di speranza. In alternativa, il desiderio può essere tenuto nella scarpa durante la cena e bruciato dopo, oppure liberato in un camino o in un contenitore sicuro. Semplici riti ecco, ma capaci di offrire a chi li compie una strada concreta per guardare avanti con fiducia e propositi chiari.

Incontri, simboli sulla tavola e piccoli segreti per iniziare bene l’anno

Il primo incontro del nuovo anno ha un peso che spesso passa inosservato. Nei vari angoli d’Italia, si bada bene a portare con sé un piccolo gruzzolo il 1° gennaio, per attirare prosperità. E chi si imbatte per primo nel giorno dell’anno in un anziano o in una persona con qualche caratteristica particolare – come una piccola gobba – può aspettarsi fortuna e vita lunga. Ma se il primo incontro è con un bambino o un prete, c’è chi in passato lo considerava segno negativo. Poi, c’è anche una superstizione curiosa sul sesso della persona “inciampata”: bene incontrare qualcuno del sesso opposto, purché non sia parente stretto o convivente. Dal punto di vista gastronomico, il cenone di Capodanno offre un ventaglio, diciamo così, di alimenti simbolici. Lenticchie, noci, melagrana, uva, spighe di grano e riso: tutti portano con sé la speranza di abbondanza e ricchezza. Il rituale forse più noto è quello del cotechino con le lenticchie, usanza che affonda nei tempi dei Romani. Il maiale rappresenta la prosperità, mentre le lenticchie ricordano le monete – formato e senso compresi. Ai tempi dei Romani, addirittura, si regalavano sacchetti di lenticchie come augurio per un futuro ricco. In sintesi? Queste usanze non sono solo modo di fare festa, ma profonda testimonianza di come la cultura italiana percepisce il tempo e la vita stessa, unendo passato e futuro in un unico, condiviso rituale.

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