Crescita dei costi nei cantieri: arriva il sistema per aggiornare prezzi e tariffario negli appalti pubblici

Crescita dei costi nei cantieri: arriva il sistema per aggiornare prezzi e tariffario negli appalti pubblici

Matteo Casini

Dicembre 26, 2025

Il costo crescente dei materiali sta diventando un problema reale in molti cantieri pubblici, soprattutto quelli avviati prima del nuovo Codice appalti. Negli ultimi tempi, per affrontare questa situazione, la Legge di Bilancio 2026 ha stanziato oltre un miliardo di euro. Soldi che servono, da un lato, a coprire gli aumenti dovuti al caro materiali, ma dall’altro anche a saldare alcune pendenze economiche accumulate durante il 2025. Il punto è chiaro: evitare che le opere pubbliche già in corso si fermino per difficoltà finanziarie – un dettaglio non da poco per la continuità degli interventi sul territorio nazionale.

Chi lavora negli enti appaltanti sa quanto sia complicata la gestione di queste risorse. Non si possono utilizzare fondi straordinari. Le coperture devono arrivare da bilanci approvati o da una riorganizzazione interna delle spese. Cosa vuol dire? Rinunciare o rimandare altre iniziative per sostenere i cantieri già aperti. Basti pensare a chi abita nelle città: i rallentamenti nelle consegne di nuove infrastrutture sono ormai evidenti, un riflesso diretto di queste dinamiche economiche legate al costo delle materie prime.

Il funzionamento della revisione prezzi automatica

Una novità che salta subito all’occhio riguarda il meccanismo di revisione automatica dei prezzi. Conta circa 13mila cantieri, tutti finanziati prima del 30 giugno 2023. Con questo sistema, i prezzi si aggiornano durante le fasi di avanzamento lavori, partendo da prezzari regionali che vengono ritoccati ogni anno. Così si supera il vecchio problema: le limitazioni contrattuali e quegli indici di aggiornamento inflattivo applicati in passato, spesso causa di incertezze e blocchi.

Crescita dei costi nei cantieri: arriva il sistema per aggiornare prezzi e tariffario negli appalti pubblici
Crescita dei costi nei cantieri: arriva il sistema per aggiornare prezzi e tariffario negli appalti pubblici – immobiliarezetabi.it

L’adeguamento dei costi avrà due “livelli”: il 90% per i contratti con offerte presentate entro la fine del 2021 e l’80% per quelli con offerte tra inizio 2022 e metà 2023. Ecco un dettaglio che conta: non si prevedono stanziamenti aggiuntivi. Le risorse arriveranno direttamente dal progetto o da una riorganizzazione dei bilanci, anche a costo di rimandare altre opere ancora da far decollare. Gli abitanti delle città si rendono conto ogni giorno di come questi meccanismi influenzano i tempi di consegna delle infrastrutture.

Il sistema alleggerisce la gestione del caro materiali per gli operatori, evitando che le dispute sui costi si traducano in ulteriori ritardi. Però annega qualche problema, specie per gli enti che devono rifare i conti sulle priorità di spesa senza bloccare ulteriori nuovi interventi pubblici. Insomma, la revisione automatica potrebbe rendere tutto più trasparente ed efficiente, ma non è una passeggiata: serve coordinazione tra tutti i soggetti coinvolti.

Prezzario nazionale: un punto di riferimento condiviso

Un’altra novità da segnalare è l’istituzione di un prezzario nazionale dei lavori pubblici. Sarà aggiornato ogni anno e farà da base condivisa per i costi, senza sostituire – per fortuna – i prezzari regionali già in uso. Questo dovrebbe aiutare a mettere un po’ di chiarezza sulle differenze territoriali – aspetto spesso fonte di confusione e rallentamenti nelle approvazioni dei prezzi contrattuali.

Sta per partire, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, anche l’Osservatorio sperimentale per il monitoraggio dei prezzari. La sua funzione? Raccogliere dati, analizzare le variazioni dei costi e controllare la congruità nei cantieri di alto valore, quelli sopra i 100 milioni di euro. Un ruolo poco considerato, ma interessante: l’Osservatorio potrà esprimere pareri non vincolanti sulle spese di progetti finanziati con fondi statali o europei.

Questo introduce un ulteriore livello di controllo e trasparenza nel settore, con l’effetto – sperato – di ridurre gli sprechi e migliorare l’efficienza degli investimenti pubblici. Chi segue l’evoluzione delle infrastrutture in Italia vede in questo un passo avanti verso una gestione più fluida e sostenibile dei cantieri. Il risultato si vedrà non solo nelle grandi città, ma in tutte le regioni del Paese.

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