Ecco come ottenere fino a 8.000 euro per migliorare l’energia della tua casa

Ecco come ottenere fino a 8.000 euro per migliorare l'energia della tua casa

Matteo Casini

Dicembre 26, 2025

Dal 25 dicembre, è entrato in vigore il nuovo aggiornamento del Conto Termico, che porta con sé una riorganizzazione piuttosto sostanziosa per chi vuole intervenire sull’efficienza energetica di edifici e infrastrutture. Si tratta, diciamo, di uno strumento fondamentale per chi mira alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili, sostenuto da contributi economici. La revisione—firmata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica—precisa criteri dettagliati per accedere agli incentivi, che possono arrivare fino al 65% delle spese ammissibili. Non stiamo parlando solo del settore privato, ma anche delle pubbliche amministrazioni. In un momento in cui ridurre il consumo di energia da fonti fossili e le emissioni è una priorità per il Paese. Curiosamente, la transizione dal vecchio Conto Termico 2.0 è stata gestita con attenzione per evitare sovrapposizioni o interruzioni negli incentivi, assicurando continuità alle domande già avviate.

Per quel che riguarda le scadenze, il dettaglio è questo: se i lavori sono terminati entro il 25 dicembre, la domanda deve essere presentata entro 60 giorni usando le regole del precedente sistema. Se invece i lavori hanno chiuso dopo quella data, valgono le nuove disposizioni. Si può intanto registrarsi sul portale dedicato, per velocizzare poi l’iter burocratico. Un passaggio fondamentale, viste le molte categorie ammesse e la varietà di interventi incentivati, che vanno dalla semplice sostituzione di impianti di riscaldamento fino all’installazione combinata di fotovoltaico con sistemi di accumulo. Un altro dettaglio interessante riguarda la differenziazione degli incentivi secondo il tipo di richiedente: siano essi privati, imprese, piccoli comuni o enti pubblici come scuole e ospedali—le percentuali di rimborso arrivano anche a coprire interamente le spese in alcuni casi.

Come funziona l’accesso agli incentivi e la disciplina intermedia

Le modalità per inoltrare la domanda del Conto Termico 3.0 sono state alleggerite, pur mantenendo severi controlli. È possibile fare richiesta entro 90 giorni dal termine degli interventi, oppure—opzione interessante—prenotare l’incentivo per lavori ancora da realizzare. Questa seconda possibilità nasce soprattutto per pubbliche amministrazioni e organizzazioni del terzo settore, che spesso hanno bisogno di pianificare investimenti con maggiore tranquillità. A questa fase si aggiunge la registrazione preliminare sul portale gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che si occupa di tutta la parte amministrativa e dell’erogazione dei fondi. Un dettaglio non da poco riguarda le imprese che hanno iniziato i lavori tra agosto e dicembre: per non perdere il diritto agli incentivi, possono inviare una richiesta preliminare via posta certificata.

Ecco come ottenere fino a 8.000 euro per migliorare l'energia della tua casa
Un modellino di casa rosso giace su banconote da cento e cinquanta euro, simbolo dei costi e degli incentivi per l’efficienza energetica. – immobiliarezetabi.it

L’erogazione avviene solitamente in rate annuali, una misura pensata per tutelare beneficiari e casse pubbliche, ma se l’incentivo è sotto i 15.000 euro, il pagamento può essere fatto in un’unica soluzione. Questo spiega – tra l’altro – alcune scelte che tornano comode a famiglie e piccoli interventi. Nel passaggio tra i due sistemi, fanno testo regole precise: i lavori devono concludersi entro certi limiti temporali e la documentazione tecnica, tipo le asseverazioni finali, deve rispecchiare fedelmente quanto realizzato. Alcuni enti locali tengono d’occhio tutto con una certa attenzione, visto che incide molto sulla trasparenza e correttezza nell’uso di risorse pubbliche, aspetti decisivi per la riuscita di queste politiche.

Le principali novità del Conto Termico 3.0 rispetto al passato

Col nuovo Conto Termico la scena cambia parecchio, per rispondere alle necessità del sistema energetico italiano. Tra le novità più evidenti c’è l’estensione degli incentivi agli edifici privati non residenziali — uffici, negozi e simili — che ora entrano pienamente nel giro, ampliando il bacino di chi può partecipare alla transizione. E non finisce qui: un’importante innovazione riguarda la promozione incrociata di pompe di calore elettriche con impianti fotovoltaici accompagnati da sistemi di accumulo, combinazione ormai sempre più richiesta per incrementare risparmio ed efficienza. Da sottolineare anche che le comunità energetiche rinnovabili sono ufficialmente incluse tra i destinatari, con forme nuove di autoconsumo collettivo che si stanno sviluppando soprattutto in piccoli comuni, dove collaborazione pubblico-privata è più diretta.

Dal punto di vista normativo, gli enti del terzo settore sono equiparati alle pubbliche amministrazioni, un’agevolazione non da poco per l’accesso a finanziamenti. La lista degli interventi aumenta e accoglie ora sistemi di riscaldamento bivalenti, pompe di calore add-on e persino la demolizione e ricostruzione di edifici pubblici orientata all’efficienza energetica, con possibili aumenti volumetrici nei progetti integrati. Insomma, il riqualificare gli immobili diventa più accessibile—specie nei comuni con meno di 15.000 abitanti—dove i contributi possono arrivare persino a coprire il 100% delle spese sostenute. Tra le spese riconosciute anche progettazione, diagnosi energetiche, attestati di prestazione energetica e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici, a dimostrazione di un approccio più ampio e concreto.

Negli ultimi tempi, con l’arrivo del freddo, si è notato un crescente ricorso a sistemi di riscaldamento a basso consumo – dettaglio che non sorprende, visto l’incentivazione. In generale, il Conto Termico 3.0 rappresenta un passo in avanti significativo con cui l’Italia, come prevedibile, si allinea agli obiettivi europei di riduzione delle emissioni, adattandosi anche alle diverse realtà territoriali, dal centro urbano fino alle zone più periferiche. Ora resta da vedere quanto velocemente e in che misura questi nuovi strumenti riusciranno a stimolare la riqualificazione energetica nel nostro Paese. Insomma, il futuro sostenibile è lì davanti. Il punto è riuscirci davvero.

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