Quando l’inverno stringe con il suo gelo e il calore fatica ad entrare, ogni impianto termico nelle case italiane fa sentire la sua efficacia (o la sua mancanza). Basti pensare che più dell’80% di tutta l’energia usata in casa serve proprio per riscaldare, rinfrescare o produrre acqua calda sanitaria. Spesso, però, si tende a sottovalutare un po’ quel che fanno la regolazione e la manutenzione. Eppure, un impianto curato non solo consuma meno energia: garantisce anche più sicurezza riducendo le emissioni nocive, un aspetto che tocca direttamente chi ci abita.
Negli ultimi anni, la normativa ha spostato l’attenzione proprio sugli impianti termici, con norme che puntano a migliorare l’efficienza energetica e a proteggere l’ambiente. Vale soprattutto per chi vive in condomini grandi, dove un impianto centralizzato lasciato a sé stesso può diventare un serio spreco, visibile soprattutto quando il freddo batte duro. Le regole dicono che manutenzione e verifiche sono obbligatorie, e anche se sembra solo una voce in più nei bilanci domestici, serve una certa consapevolezza da parte di chi lo utilizza.
Le nuove regole sulla frequenza dei controlli per impianti fino a 100 kilowatt
Di recente è cambiato qualcosa nelle disposizioni sui controlli degli impianti termici. In parole semplici: le caldaie a gas tra i 70 e i 100 kilowatt adesso vanno controllate ogni due anni, non più ogni quattro. In cambio, la soglia minima da rispettare è salita da 10 a 20 kilowatt. Per i sistemi tra 20 e 70 kilowatt, invece, tutto resta come prima, con controlli quadriennali. Per quelli che usano combustibili solidi, niente novità sotto questo punto.

Ma i controlli non riguardano solo la parte tecnica, ci si concentra parecchio anche sulla documentazione. Gli edifici aperti al pubblico, per esempio, sono sotto una lente d’ingrandimento più precisa, con regole chiare sugli orari di accensione e sulle temperature da rispettare. Le caldaie di grande potenza sono controllate con più rigore, perché rappresentano una fonte grande di consumi e – ovviamente – di inquinamento. Da segnalare, infine, che Regioni e Province autonome possono aggiustare le regole a seconda del clima e delle esigenze locali, cosa che succede spesso nel Nord Italia, dove l’inverno è più rigido e gli impianti più sofisticati.
Chi vive in città magari non ci pensa, ma un impianto ben tenuto taglia i costi energetici e aiuta a migliorare la qualità dell’aria. Un fatto nato dal bisogno, visto che l’inquinamento nelle grandi metropoli è un problema serio. Impianti poco efficienti, infatti, possono emettere più sostanze dannose – e chi ci rimette è la salute di tutti.
Cos’è davvero un impianto termico e chi ne è responsabile
Di cosa si parla, quando si parla di impianto termico? Si tratta di un sistema fisso che serve per riscaldare o rinfrescare casa e fornire acqua calda sanitaria. Ci sono quelli che funzionano a gas, elettricità o combustibili solidi, per esempio. Rientrano qui sia quelli individuali che quelli condominiali, mentre si escludono i dispositivi mobili – come stufe o caminetti – a meno che la loro potenza superi certi limiti di legge.
Chi deve prendersi cura dell’impianto? Non sempre è il proprietario dell’immobile – anzi, se la casa è in affitto può essere l’inquilino, se previsto dal contratto. Nei condomini, la responsabilità ricade sull’amministratore, che gestisce gli impianti centralizzati. Per società o enti proprietari, invece, ci sono figure designate tipo amministratori delegati. Molto usata è la figura del “terzo responsabile”: un tecnico esperto che si occupa della conduzione e manutenzione – utile, senza dubbio, per chi non sa da dove cominciare.
Per mantenere un impianto efficiente e sicuro serve un programma di interventi periodici, pensati per farlo funzionare al meglio nel tempo. I controlli approfonditi e le riparazioni vanno fatti seguendo le indicazioni del produttore e con una documentazione precisa delle operazioni fatte. Se il sistema è curato, si risparmia energia; perdite di efficienza significano sprechi e spese inutili, senza dubbio.
Impianti più grandi e complessi – come quelli degli edifici pubblici o commerciali – richiedono ancora più attenzione nella manutenzione e nel controllo. I tecnici del settore non esitano a sottolineare che qui la sicurezza non è solo una questione di legge, ma una responsabilità civile che pesa sul serio.
Controlli periodici, normativa e conseguenze delle irregolarità
I controlli e le manutenzioni degli impianti termici seguono regole precise, con tempi e modalità da rispettare. Quando ci sono, si devono seguire le istruzioni del produttore, altrimenti si fa riferimento a standard nazionali tipo UNI e CEI. Generalmente, gli interventi capitano almeno una volta all’anno o ogni due anni, in base al tipo e alla potenza dell’impianto. In alcune zone con climi particolari, però, questi controlli sono più ravvicinati.
La normativa chiede anche che installatori e manutentori consegnino al responsabile dell’impianto una comunicazione scritta sulle operazioni fatte e su quelle da fare in futuro. Se manca una guida precisa, il tecnico deve comunque fornire una dichiarazione con un piano di manutenzione. Un problema frequente – soprattutto in case vecchie – è la mancanza o il disordine nella documentazione tecnica, che rende tutto più difficile, ma le regole restano uguali.
Un documento che vale oro: il libretto di uso e manutenzione. È come la carta d’identità tecnica dell’impianto e contiene tutti i dati, le modifiche e gli interventi fatti. Dal 2014 esiste un modello unico, più flessibile e modulare, comodo anche perché permette la gestione digitale e conservazione in cloud, rendendo più facile seguire il quadro normativo.
Chi non rispetta queste regole rischia multe salate: da 500 fino a 3.000 euro per i proprietari, e fino a 6.000 per chi, tra professionisti, non mantiene in ordine la documentazione. Negli ultimi tempi, negli enti locali – specialmente del Centro-Nord – l’attenzione su questi aspetti è cresciuta parecchio, visto che l’efficienza energetica è diventata strategica a livello territoriale.
Ogni stagioni ricorda l’importanza di curare l’impianto termico: spesso si trascura, ma può pesare davvero sulle spese di casa, sulla sicurezza e sulla nostra aria da respirare.
