Legge di Bilancio 2026: tutte le novità su bonus edilizi, rincaro materiali e limiti alle parcelle professionali

Legge di Bilancio 2026: tutte le novità su bonus edilizi, rincaro materiali e limiti alle parcelle professionali

Matteo Casini

Dicembre 26, 2025

Con il via libera del Senato alla Legge di Bilancio 2026, il settore edile italiano si trova davanti a un crocevia significativo. Le nuove norme promettono di cambiare parecchio la gestione dei cantieri e il modo di lavorare dei professionisti coinvolti. Il voto finale dovrebbe arrivare entro fine anno alla Camera, e l’attenzione si concentra soprattutto sulle modifiche ai bonus fiscali, sulle regole più stringenti per i pagamenti e sui rifinanziamenti che mirano a sostenere le imprese. Dal Nord al Sud del Paese, aziende e tecnici osservano attentamente questi sviluppi, cercando di capire quali effetti avranno sugli interventi in corso o programmati. Tra le conferme che danno un po’ di respiro, spicca il mantenimento di un bonus al 50% sulla detrazione per la casa principale, un segnale chiaro che, nonostante le difficoltà legate al rialzo dei materiali e alle revisioni prezzi, si vuole continuare a dare supporto a un settore chiave per la ripresa economica.

Un tema di discussione acceso riguarda il nuovo sistema di controllo fiscale previsto per i pagamenti della pubblica amministrazione verso i professionisti: ogni pagamento sarà vincolato alla verifica della regolarità fiscale e contributiva. Un filtro più rigido rispetto al passato, senza precedenti con questo livello di severità. Seppure sia prevista una compensazione parziale in caso di debiti fiscali, la novità rischia di modificare la liquidità e i flussi finanziari dei tecnici come architetti, ingegneri e consulenti. In parallelo, restano fuori dal pacchetto alcune misure, come il condono edilizio del 2003, mentre viene confermato il Bonus mobili. Bisogna guardare anche al fatto che alcune agevolazioni, come il Bonus barriere architettoniche, finiranno già nel 2025. Le ripercussioni si estendono dall’assistenza alla ricostruzione post-sisma fino alle politiche fiscali sugli affitti brevi, mostrando come il pacchetto sia piuttosto ampio nel suo raggio d’azione.

Bonus edilizi, caro materiali e revisione prezzi: cosa cambia per il settore

Una delle più solide colonne della Legge di Bilancio 2026 per l’edilizia riguarda le agevolazioni fiscali, confermate fino al 2026 per lavori di ristrutturazione, riqualificazione energetica e adeguamenti antisismici. Per l’abitazione principale, la detrazione al 50% resta invariata – niente riduzioni progressive – segno di una volontà di sostenere il mercato residenziale e le operazioni di rigenerazione urbana. Per altri immobili si mantiene la detrazione al 36%, una misura che aiuta a pianificare con maggior chiarezza investimenti e lavori. Anche il Bonus mobili è confermato fino a fine 2026, ma il Bonus barriere architettoniche e alcune agevolazioni legate al Superbonus non saranno più prorogati: chi deve muoversi, dovrà fare in fretta entro l’anno.

Legge di Bilancio 2026: tutte le novità su bonus edilizi, rincaro materiali e limiti alle parcelle professionali
Legge di Bilancio 2026: tutte le novità su bonus edilizi, rincaro materiali e limiti alle parcelle professionali – immobiliarezetabi.it

Il caro materiali rappresenta un problema serio, soprattutto nei cantieri pubblici, dove prezzi così altalenanti mettono a rischio blocchi e ritardi. La Legge di Bilancio assegna oltre un miliardo per sostenere il completamento di cantieri avviati prima dell’estate 2023. Il meccanismo di revisione prezzi automatica può essere applicato anche derogando ai contratti originali, una scelta che riguarda circa 13mila cantieri pubblici. Nel dettaglio, i rimborsi arrivano fino al 90% per le offerte presentate entro il 2021, mentre scendono all’80% per quelle tra il 2022 e metà 2023. Serve a tamponare le difficoltà causate dai rincari delle materie prime, che influenzano sia i bilanci degli enti sia le imprese e il ritmo dei lavori.

Accanto a tutto ciò, l’introduzione di un prezzario nazionale per i lavori pubblici mira a uniformare prezzi di riferimento su tutto il territorio. Così si evitano grosse differenze tra regioni e uffici diversi. Il nuovo osservatorio del settore garantirà un monitoraggio costante e una valutazione puntuale delle dinamiche di mercato, soprattutto in cantieri di valore significativo. Chi opera in campo urbano – dalle parti di Milano e Roma, per esempio – ha già colto come queste norme possano aiutare a diminuire i ritardi nei lavori pubblici, mirando a migliorare mobilità, sicurezza degli edifici e tutela ambientale. L’intento è costruire un quadro più stabile che rassicuri tutte le parti in gioco, garantendo tempi certi e maggiore solidità finanziaria.

Pagamenti professionali e nuove regole fiscali: il peso delle verifiche preventive

Uno degli elementi più discusso riguarda i pagamenti che la pubblica amministrazione farà ai professionisti. Il via libera ai compensi sarà subordinato a verifiche stringenti sulla regolarità fiscale e previdenziale, con l’analisi di documentazioni simili al DURC e altri certificati di conformità fiscale prima di ogni erogazione. Per gli enti pubblici sarà un banco di prova: le procedure interne dovranno adattarsi, mentre architetti, ingegneri e consulenti vedranno cambiare tempistiche e modalità di incasso.

Se il professionista ha debiti fiscali iscritti a ruolo sotto i 5mila euro, il pagamento non verrà bloccato del tutto ma sarà applicata una compensazione proporzionale fino a coprire il debito. Superata quella soglia, il blocco diventa più severo, secondo le regole vigenti. Il meccanismo entrerà in vigore dalla metà dell’anno, con dettagli e indicazioni operative in arrivo nei prossimi mesi. Per chi era abituato a incassare senza intoppi, si apre un periodo in cui la conformità fiscale dovrà essere curata maggiormente e il rapporto con la pubblica amministrazione organizzato con più rigore.

Altri cambiamenti prevedono la riduzione della soglia per bloccare l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta, che passa da 100mila a 50mila euro in presenza di ruoli insoluti. Scelta pensata per contrastare evasione e irregolarità, ma che può mettere in difficoltà piccole imprese e liberi professionisti – quelli spesso alle prese con situazioni fiscali complesse. Viene anche istituito un fondo da 350 milioni per ridurre i rischi legati a eventi imprevedibili, segno di un’attenzione crescente alla prevenzione in aree più vulnerabili del Paese.

Infine, la tassazione sugli affitti brevi cambia con l’aumento della cedolare secca al 26% per la seconda casa affittata temporaneamente. Così si cambia registro nel mercato degli affitti brevi, condizionando le scelte di molti proprietari e modificando il panorama delle disponibilità abitative. Insomma, la manovra punta a una maggiore trasparenza e sostenibilità fiscale nel settore edilizio e professionale, anche se – tra norme e tempi di applicazione – servirà un po’ di tempo per assorbire tutte le novità e adattarsi.

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